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“Sono ancora una volta ignorati i timidi segnali provenienti dal mondo della produzione, la pressione fiscale rimane su livelli molto alti, il 43%, mancano interventi seri a favore delle famiglie. Il risultato è una manovra priva di sostanza, composta da un coacervo di misure frammentarie, di breve respiro, che allontanano il Paese dal percorso di risanamento finanziario e di riduzione del rapporto deficit/Pil”. Sono le riflessioni del senatore UDC Luigi Maninetti, intervenuto in Aula per la discussione generale alla Finanziaria. “In che cosa consiste la razionalizzazione della spesa pubblica, e dove sono i grandi tagli annunciati è difficile dirlo. Al contrario la manovra comporta un aumento della spesa primaria, non vi è traccia di risparmi, se non quelli del tutto ipotetici e fantomatici che dovrebbero derivare dalla gestione degli immobili pubblici. La strada intrapresa dal Governo va nella direzione esattamente opposta, con l’adozione di misure di carattere espansivo, dall’effetto per lo più temporaneo, piuttosto che di compressione della spesa; cosa, questa, che rallenterà la crescita e lo sviluppo. Di questa manovra, quindi, contestiamo la scelta di fondo, mentre continuiamo a ripetere che una politica fiscale equa deve avere come soggetto di riferimento il nucleo familiare, su cui va modulato il prelievo e su cui vanno calcolati i benefici. Anche il taglio dell’ICI, rispetto al quale è stato eliminato il tetto dei 50 mila euro di reddito, è una misura condivisibile in via di principio, ma non era certo tra le cose urgenti da fare, anche perché incide sull’unica vera entrata propria dei Comuni, e la conseguenza sarà un innalzamento delle imposte locali per compensare la diminuzione del gettito. In conclusione, analizzando questa manovra non si può far altro che constatarne tutta l’inconsistenza, la frammentarietà, e le sue contraddizioni che poi riflettono lo stato di questa maggioranza. |