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05- LETTERE AL DIRETTORE |
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| Lasciateci l’arcobaleno |
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| di Redazione |
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Gentile Direttore, in queste settimane il governo Prodi ha affrontato non poche difficoltà ed è riuscito a mantenere diritta la barra della maggioranza superando ostacoli e pregiudizi, in gran parte provenienti dalla sua coalizione. In questi giorni alcuni dei segnali intravisti durante la discussione della Finanziaria si stanno accentuando e l’aria che si respira è più quella di una (attesa) scadenza ravvicinata della legislatura che di una sua conclusione naturale, come risultato di una implosione della maggioranza. La natura ci insegna che il comportamento degli animali e degli insetti, spesso anticipa temporali o cataclismi. Così è nella politica che registra sommovimenti e tendenze con variegati segnali premonitori. All’insegna del “liberi tutti” registriamo nella maggioranza comportamenti, affermazioni e scelte che hanno tutto di chi si prepara all’ultima battaglia pur di sopravvivere nel suo potere di interdizione. Bertinotti (“il Grande parolaio” come lo definisce Pansa) si smarca e cerca una improbabile verginità attaccando il governo e lascia così intendere di non disdegnare un affossamento bis di Prodi. Diliberto (lo stesso che con enfasi affermava che in politica non esistono avversari ma solo nemici) si smarca a sua volta e con l’assenza di alcuni dei suoi al voto parlamentare, lancia messaggi neanche troppo equivoci di come la pensa ed a cosa si sta preparando a fare. Sulla stessa onda Dini e Mastella… Un altro recente segnale premonitore di chi si attrezza per un atteso prossimo confronto elettorale, è la decisione dei promotori della “cosa rossa” di mettere nello stemma del nuovo partito i colori della bandiera della pace e la scritta arcobaleno, accaparrandosi in questo modo dei colori universalmente considerati di tutti e non di qualcuno perché unificanti nel valore della Pace, confidando anche in questo modo di catalizzare maggiori consensi. Così come ha fatto a suo tempo Berlusconi quando si è impadronito del motto Forza Italia, privando gli italiani dell’orgoglio di poter urlare l’amore al proprio Paese. La politica è disintegrazione e interessi solo nella sua parte putrefacente, che per fortuna non è maggioritaria perché prevalgono i cittadini che la intendono come servizio alla collettività. Segnali di una politica “al servizio” ce ne sono molti e trasversali a tutti gli schieramenti e ci sono anche delle novità (vedi Pezzotta, il PD, nel centro e nella stessa destra moderata, ecc…) e ciò non può che essere un fatto positivo e di buon auspicio per l’Italia. Se sapremo tutti insieme cogliere questo nuovo, avremo lasciato alle spalle la burrasca ed il temporale distruttore dell’egoismo, del qualunquismo e delle opportunistiche e spesso inutili contrapposizioni. Come dopo ogni temporale ci illumineremo dell’arcobaleno che in questo caso potrebbe essere il segno bello e positivo di un impegno di tutti al servizio del Paese ed in particolare della sua parte più bisognosa. Giuseppe Orizio Sindaco di Castegnato |
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| Auspico una campagna elettorale, |
| Vivace, ma educata, intelligente, |
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| rispettosa, e che sia centrata sui problemi dei cittadini più deboli, e più bisognosi. Una campagna elettorale che discuta pure dei grandi temi da risolvere in Italia, nuova legge elettorale, conflitto d’interessi, difesa della nostra meravigliosa costituzione, del raggruppamento dei partiti, alla troppa burocrazia, alla mafia, della malavita or (segue ...) |
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